La doccia italiana scompare nel 2025, questa è la tendenza bagno del 2026

Nel 2026, oltre il 38% delle nuove ristrutturazioni di bagni in Europa ha abbandonato la classica doccia a filo pavimento, ma non per un semplice box doccia più moderno. La vera rivoluzione è l’eliminazione totale delle barriere fisiche, trasformando un angolo funzionale in un’intera stanza dedicata al benessere. Viene da chiedersi come sia possibile ripensare così radicalmente uno spazio così intimo. Scopriamo insieme la tendenza che sta ridisegnando il concetto stesso di bagno.

La fine di un’era: perché la doccia italiana non convince più

Per anni, la doccia italiana è stata il simbolo del design minimalista e dell’eleganza. Eppure, dietro il suo aspetto pulito si nascondono problematiche che i proprietari di casa non sono più disposti a tollerare. Problemi ricorrenti di impermeabilizzazione, manutenzione complessa delle fughe e sistemi di drenaggio non sempre efficienti hanno segnato il suo lento declino.

Marta Bianchi, 45 anni, graphic designer di Milano, racconta: “Amavo la mia doccia a filo pavimento, ma dopo due anni le infiltrazioni sono diventate un incubo. Passavo più tempo a controllare le fughe che a rilassarmi”. La sua esperienza riflette un sentimento comune: la bellezza non può più prescindere dalla funzionalità a lungo termine.

Questo spazio doccia senza barriere, un tempo celebrato per la sua accessibilità, ha mostrato i suoi limiti. La necessità di una pendenza perfetta e di una posa impeccabile ha spesso trasformato il sogno di un’oasi a filo pavimento in una fonte di stress e costi imprevisti, spingendo progettisti e consumatori a cercare alternative più affidabili e integrate.

I difetti nascosti del design a filo pavimento

Il principale tallone d’Achille della doccia italiana risiede nella sua stessa essenza: la continuità con il pavimento. Questa caratteristica estetica richiede un’impermeabilizzazione perfetta, un’operazione delicata che, se non eseguita a regola d’arte, può causare danni strutturali ingenti. Le micro-fessurazioni nelle fughe sono sufficienti per innescare processi di infiltrazione lenti ma costanti.

Inoltre, la pulizia, apparentemente semplice, si rivela spesso complessa. Le fughe, soprattutto con rivestimenti di piccolo formato, diventano un ricettacolo per muffe e calcare. Questo angolo di benessere minimalista si trasforma così in un’area che richiede una manutenzione costante e meticolosa per mantenere il suo aspetto originario, un compromesso che molti non vogliono più accettare.

L’impatto dei nuovi stili di vita

La trasformazione del bagno non è solo una questione tecnica. Le nostre case si sono evolute, diventando spazi multifunzionali dove lavoro, relax e vita privata si fondono. Il bagno non è più solo un locale di servizio, ma un santuario personale, un luogo per il wellness domestico. La classica doccia italiana, con la sua funzione circoscritta, non risponde più a questa esigenza di uno spazio più fluido e versatile.

Le famiglie moderne cercano soluzioni che siano sicure per i bambini e accessibili per gli anziani, senza barriere architettoniche. La soluzione aperta del box doccia walk-in è stata un passo avanti, ma la nuova tendenza del 2026 porta questo concetto alle sue estreme conseguenze, eliminando ogni separazione visiva e fisica.

Benvenuta “camera di doccia”: la rivoluzione dello spazio umido

Il futuro del bagno ha un nuovo nome: la “camera di doccia” o “wet room”. Non si tratta più di una zona delimitata, ma di un intero ambiente progettato per resistere all’acqua. In questa configurazione, lavabo, area doccia e talvolta persino la vasca coesistono in un unico spazio aperto, senza piatto doccia né vetri di separazione.

Questo approccio olistico trasforma radicalmente la percezione e l’uso del bagno. Lo spazio appare visivamente più grande, luminoso e arioso. La continuità delle superfici, dal pavimento alle pareti, crea un’estetica avvolgente e lussuosa, trasformando il rito quotidiano in un’esperienza sensoriale completa. La doccia italiana cede il passo a un vero e proprio palcoscenico acquatico senza quinte.

Materiali innovativi per un design senza interruzioni

La realizzazione di una camera di doccia è resa possibile dai progressi tecnologici nei materiali di rivestimento. Il gres porcellanato in lastre di grandissimo formato, le resine cementizie e il microcemento sono i protagonisti di questa rivoluzione. Questi materiali permettono di creare superfici continue, senza fughe o con giunzioni minime.

L’assenza di fughe non ha solo una valenza estetica, ma soprattutto funzionale: elimina i punti deboli dove possono formarsi muffe e accumularsi sporco, semplificando drasticamente la pulizia. Membrane impermeabilizzanti ad alta tecnologia, applicate sotto il rivestimento, garantiscono una tenuta stagna totale, risolvendo alla radice i problemi che affliggevano la doccia a filo pavimento.

Tecnologia e benessere: un’esperienza su misura

La camera di doccia diventa un hub tecnologico dedicato al benessere. Sistemi di illuminazione a LED integrati permettono di creare scenari di luce personalizzati (cromoterapia), mentre soffioni multifunzione offrono getti a pioggia, a cascata o nebulizzati. Il tutto è gestibile da pannelli di controllo digitali o persino da app su smartphone.

Miscelatori termostatici evoluti mantengono la temperatura costante con precisione assoluta, evitando sprechi energetici e garantendo la massima sicurezza. Alcuni sistemi integrano anche il riciclo e la filtrazione dell’acqua della doccia, con un risparmio idrico che può arrivare fino al 15% rispetto a un impianto tradizionale. Questo rifugio trasparente si trasforma in un’oasi di benessere integrata e sostenibile.

Conviene abbandonare la doccia italiana? Analisi dei costi e dei benefici

Se l’idea di una camera di doccia affascina, è fondamentale valutarne l’impatto economico. L’investimento iniziale è superiore a quello per una doccia italiana. I costi medi per una “wet room” si aggirano tra 1.800 e 3.000 euro al metro quadrato, a causa della necessità di una manodopera specializzata e di materiali tecnici specifici per l’impermeabilizzazione totale.

Tuttavia, bisogna considerare i benefici a lungo termine. L’assenza di un box doccia in vetro elimina un elemento fragile e costoso da sostituire. La manutenzione ridotta e la maggiore durabilità dei rivestimenti continui si traducono in un risparmio nel tempo. Inoltre, un bagno così concepito aumenta significativamente il valore percepito dell’immobile, fino al 25% secondo gli esperti del settore.

CaratteristicaDoccia Italiana TradizionaleCamera di Doccia (Wet Room)
Costo di installazioneInferiore (fino a 1.200 €/mq)Superiore (1.800 – 3.000 €/mq)
ManutenzioneElevata (pulizia fughe, rischio muffa)Minima (superfici continue)
Rischio infiltrazioniModerato/Alto (dipende dalla posa)Molto basso (impermeabilizzazione totale)
Impatto esteticoMinimalista, ma delimitatoSpazio aperto, massima continuità visiva
AccessibilitàBuonaEccellente (nessuna barriera)

L’importanza della progettazione e della posa

La conversione alla camera di doccia non è un progetto fai-da-te. Il successo dell’intervento dipende interamente dalla competenza dei professionisti coinvolti. È cruciale affidarsi a un team di architetti e installatori specializzati in questo tipo di realizzazioni, che sappiano gestire aspetti critici come la pendenza del pavimento, la ventilazione controllata e l’acustica.

Una corretta ventilazione meccanica controllata (VMC) è indispensabile per gestire l’umidità in un ambiente completamente umido, prevenendo la formazione di condensa e garantendo un’aria salubre. Abbandonare la classica doccia italiana significa abbracciare un approccio progettuale più complesso ma che ripaga con un comfort e una durata ineguagliabili.

Che cos’è esattamente una ‘camera di doccia’?

È un bagno in cui l’intera stanza è impermeabilizzata per funzionare come un’unica grande area doccia. Non ci sono piatti doccia o barriere fisiche come i vetri, e le superfici di pavimento e pareti sono continue per evitare infiltrazioni e facilitare la pulizia.

Una camera di doccia è adatta a un bagno piccolo?

Sì, anzi, è una soluzione ideale. Eliminando il box doccia e le separazioni visive, lo spazio appare molto più grande, luminoso e arioso. La continuità dei materiali amplifica la percezione delle dimensioni reali della stanza.

Quali sono i materiali migliori per una camera di doccia?

I materiali più indicati sono quelli che permettono di creare superfici ampie e senza fughe. Tra i migliori ci sono le grandi lastre in gres porcellanato, le resine epossidiche o cementizie e il microcemento, tutti posati su strati impermeabilizzanti specifici.

La manutenzione di una camera di doccia è complicata?

Al contrario, è molto più semplice di quella di una doccia tradizionale. L’assenza di fughe e di profili metallici riduce drasticamente i punti in cui si accumulano calcare, sapone e muffa. È sufficiente utilizzare detergenti neutri e asciugare le superfici dopo l’uso per mantenerla perfetta.

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